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Carne, pesce e latticini: qual è il loro impatto sullo sviluppo dei tumori?

Quello che mangiamo e beviamo, il nostro peso corporeo e lo stile di vita sono tutti elementi potenzialmente in grado di condizionare lo sviluppo dei tumori. Perciò, tali fattori vengo definiti dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul cancro (WCRF) “esposizioni”. In questo primo approfondimento, vedremo come, secondo il WCRF, carne, pesce e latticini possono impattare sul rischio di sviluppare il cancro.

Carne, pesce e latticini: qual è il loro impatto sullo sviluppo dei tumori?

Carne, pesce e latticini fanno parte dei cosiddetti alimenti di “origine animale”, sono prevalentemente fonte di proteine ad alto valore biologico e grassi, sebbene di quantitativi e tipologie differenti.
Ognuna di queste categorie, inoltre, racchiude un’elevata varietà di alimenti con valori e caratteristiche nutrizionali tra loro estremamente eterogenei. Nel termine “latticini”, per esempio, ricadono il latte, lo yogurt, tutti i formaggi (più o meno stagionati e/o magri), la ricotta e il kefir. Per non parlare delle carni, che possono essere rosse o bianche, processate o fresche; o del pesce, termine che include anche molluschi e crostacei e che, soprattutto, si può consumare sia fresco che processato: essiccato, affumicato e/o conservato con l’aggiunta di numerose tipologie di additivi (sale in primis).
Dobbiamo, infine, ricordare che moltissimi dei sopraccitati alimenti, prima di venire consumati, possono essere cucinati in svariate maniere (bolliti, fritti, stufati, grigliati, etc.), comportando ulteriori modifiche a livello chimico e nutrizionale.

Di conseguenza, il report del WCRF, che esprime una valutazione del grado di evidenza della relazione esistente tra i consumi alimentari e lo sviluppo di tumori, ha tenuto in considerazione non solo le diverse caratteristiche nutrizionali dei vari alimenti freschi, ma anche di quelli processati/conservati e, quando possibile, delle modalità di cottura utilizzate prima di mangiarli.
I numerosi studi analizzati hanno permesso una classificazione delle evidenze in: convincenti, probabili, limitate e altamente improbabili. Solamente le evidenze convincenti e probabili vengono utilizzate per formulare le raccomandazioni.


Riassunto delle principali conclusioni del WCRF sulla relazione esistente tra rischio di cancro e consumo di carne, pesce e latticini

Solide evidenze hanno dimostrato che consumare:

  • Carne rossa AUMENTA il rischio di sviluppare un tumore al colon-retto.
  • Carne processata AUMENTA il rischio di sviluppare un tumore al colon-retto.
  • Pesce salato secondo lo stile cantonese AUMENTA il rischio di sviluppare un tumore del nasofaringe.
  • Latticini DIMINUISCE il rischio di sviluppare un tumore al colon-retto.

 

Raccomandazioni ed evidenze rispetto all’assunzione di carne, pesce e latticini e il rischio di tumore

Vediamo ora, più nel dettaglio, quali sono le raccomandazioni del WCRF rispetto al consumo di questi alimenti, che evidenze hanno portato a tali conclusioni e, infine, quali sono i probabili meccanismi biologici coinvolti.

Raccomandazioni ed evidenze

Rispetto al consumo di carne, la raccomandazione del WCRF è: LIMITA IL CONSUMO DI CARNE ROSSA ED EVITA IL CONSUMO DI CARNI LAVORATE.

Un consumo moderato di carne rossa fresca (manzo, vitello, maiale, cavallo, capra, pecora e agnello), all’interno di una dieta sana, non comporta un rischio per la salute e rappresenta, anzi, una buona fonte di nutrienti. Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro e altre linee guida nazionali ed internazionali invitano, però, a non superare i 500 g di carne rossa alla settimana, un quantitativo che potrebbe sembrare elevato ma che, in realtà, si raggiunge facilmente con un’alimentazione di tipo “occidentale”.

Diverso, invece, è il suggerimento relativo alle carni lavorate (salumi, insaccati e altre carni trasformate), che andrebbero limitate il più possibile.

Dagli studi effettuati è emerso che un consumo superiore alle quantità raccomandate, in particolare di carni lavorate, può aumentare il rischio di cancro del colon-retto.

In particolare si è visto che:

  • L’assunzione di 100 g in più al giorno di carne rossa e processata determinava un aumento del rischio di sviluppare un tumore al colon-retto del 12%.
  • L’assunzione di 50 g in più al giorno di carne processata determinava un aumento del rischio di sviluppare un tumore al colon-retto del 16%.

Meccanismi coinvolti

Tra le probabili cause di questo aumento di rischio, a seguito di un eccessivo consumo di carni rosse e processate, troviamo:

  • La produzione di composti potenzialmente cancerogeni (N-nitrosammine, amine eterocicliche, idrocarburi policiclici aromatici) che si formano, sia durante la lavorazione, sia durante la cottura ad alte temperature (grigliando o cuocendo la carne con il barbecue).
  • Elevati livelli di ferro di tipo eme che possono promuovere la genesi tumorale, stimolando la formazione di N-nitrosammine.
  • Presenza di considerevoli quantitativi di grassi saturi (soprattutto nelle carni lavorate e in alcune tipologie di carni rosse) il cui consumo eccessivo può determinare un aumento di peso, che indirettamente incrementa il rischio di sviluppare 12 tipi di tumori (tra cui quello al colon-retto).

La carne bianca

Per quanto riguarda la carne bianca (pollo, tacchino e coniglio), il WCRF non ha trovato sufficienti evidenze per trarre conclusioni, rispetto al rischio di sviluppare o meno tumori.

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Raccomandazioni ed evidenze

Non esistono raccomandazioni del WCRF rispetto al consumo di pesce, tuttavia forti evidenze hanno dimostrato che un consumo eccessivo di pesce salato, secondo lo stile cantonese, aumenta il rischio di sviluppare il tumore del nasofaringe.

In particolare si è visto che:

  • L’assunzione di una porzione in più a settimana di pesce salato, secondo lo stile cantonese, determinava un aumento del rischio di sviluppare un tumore del nasofaringe del 31%.
  • Nei bambini di 10 anni, l’assunzione di una porzione in più a settimana di pesce salato, secondo lo stile cantonese, determinava un aumento del rischio di sviluppare un tumore del nasofaringe del 35%.

È importante sottolineare che questo rischio non aumenta consumando pesce conservato e salato con altre tecniche (per esempio il pesce in scatola che troviamo nei supermercati).

Evidenze ancora limitate per essere tradotte in raccomandazioni, ma comunque indicative, hanno evidenziato, invece, che il consumo di pesce fresco diminuisce il rischio di sviluppare:

  • Tumore al fegato
  • Tumore al colon-retto.

Meccanismi coinvolti

Il pesce salato, secondo lo stile cantonese, contiene livelli elevati di nitrosammine e dei loro precursori, sostanze che, come detto in precedenza, aumentano il rischio di generare tumori (questo è stato dimostrato chiaramente in modelli animali sperimentali).

Come per le carni, il metodo di cottura impiegato per preparare il pesce va tenuto in considerazione: attenzione al contatto diretto con il fuoco e/o alle bruciature, che sono sempre fonte di produzione dei composti potenzialmente cancerogeni precedentemente descritti.

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Raccomandazioni ed evidenze

Come nel caso del pesce, non esistono raccomandazioni del WCRF rispetto al consumo di latticini, tuttavia forti evidenze hanno dimostrato che l’assunzione di questi alimenti diminuisce il rischio di sviluppare un tumore al colon-retto.

In particolare si è visto che:

  • L’assunzione di 400 g in più al giorno di latticini determinava una diminuzione del rischio di sviluppare un tumore al colon-retto del 13%.
  • L’assunzione di 200 g in più al giorno di latte determinava una diminuzione del rischio di sviluppare un tumore al colon-retto del 6%.
  • L’assunzione di 200 mg in più al giorno di calcio determinava una diminuzione del rischio di sviluppare un tumore al colon-retto del 6%.

Evidenze ancora limitate per essere tradotte in raccomandazioni, ma comunque indicative, hanno evidenziato, invece, che il consumo di latticini:

  • Diminuisce il rischio di sviluppare un tumore al seno pre-menopausa.
  • Aumenta il rischio di sviluppare un tumore alla prostata.

Altre evidenze limitate per essere tradotte in raccomandazioni, ma indicative, hanno evidenziato, che diete ricche in calcio:

  • Diminuiscono il rischio di sviluppare un tumore al seno pre- e post-menopausa.
  • Aumentano il rischio di sviluppare un tumore alla prostata.

Meccanismi coinvolti

Il WCRF ha proposto che tra le probabili cause di un effetto protettivo del consumo di latticini, rispetto allo sviluppo del cancro al colon-retto, ci siano:

  • Elevato contenuto di calcio, batteri che producono acido lattico, lattosio e caseina (che aumentano la biodisponibilità del calcio stesso).
  • Lattoferrina, vitamina D (negli alimenti fortificati), acidi grassi a catena corta (come il butirrato). Questi ultimi potrebbero contribuire al mantenimento di un microbiota sano.

Tuttavia, sono ancora necessari numerosi studi per chiarire in che modo tali sostanze siano coinvolte nei meccanismi biologici alla base di queste evidenze.

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Raccomandazioni e suggerimenti smart

L’insorgenza dei tumori, così come di tutte le altre malattie croniche (diabete, patologie cardiovascolari etc.), non dipende da un singolo fattore scatenante ma dalla complessa interazione di più elementi: genere, età, razza, genetica, peso corporeo, alimentazione, fumo, attività fisica, esposizione solare etc. I nostri comportamenti possono, quindi, influenzare la nostra salute e le raccomandazioni del WCRF ci possono indirizzare verso stili di vita/alimentari più corretti.

Tuttavia, come diciamo sempre, non è mai il consumo o l’evitamento di un determinato alimento a determinare o meno l’insorgenza del cancro, va sempre tenuta in considerazione l’intera dieta che (salvo casi particolari che richiedano l’intervento di uno specialista) non prevede l’esclusione o l’eccessivo consumo di alcun cibo, ma deve, invece, essere il più possibile varia ed equilibrata.

Un modello alimentare di tipo mediterraneo, che segue le regole del piatto sano, ci consentirà di bilanciare facilmente i vari nutrienti, rispettando allo stesso tempo le raccomandazioni del WCRF.

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