Cottura in pentola a pressione

Con la cottura in pentola a pressione si raggiungono temperature più alte della bollitura con meno liquidi, con il vantaggio di ridurre i tempi di cottura e preservare meglio alcuni nutrienti


Tecnica utilizzata per

legumi, cereali in chicco, zuppe, verdure, patate, carne

Con le pentole tradizionali la temperatura di ebollizione dell’acqua si avvicina ai 100°C, mentre con le pentole a pressione, grazie alla particolare tecnologia impiegata, le temperature raggiunte sono maggiori: almeno 120°C, e quindi i tempi di cottura si riducono notevolmente.

È necessario comunque aggiungere una parte di acqua o di altro liquido agli alimenti per consentirne la cottura.

Dalla SCIENZA ai FORNELLI

Questo metodo è perfetto per i legumi secchi per ridurre i tempi di cottura in seguito all’ammollo, ma anche per i chicchi di cereali integrali che richiedono, per alcuni come il riso integrale o l’avena, un tempo di cottura spesso superiore ai 30 minuti.

Con la cottura in pentola a pressione alcuni composti possono perdersi

Anche se si utilizza meno acqua della bollitura, e in molte preparazioni viene quasi del tutto assorbita dall’alimento, i composti sensibili al calore, come le vitamine del gruppo B, tra cui i folati, e la C vengono in parte persi. Bisogna infatti considerare che la temperatura a cui sono sottoposti è anche maggiore della semplice bollitura.

Alcuni composti possono essere trattenuti negli alimenti quando cotti in pentola pressione

Altri composti che si sciolgono in acqua ma che invece non si degradano con il calore, come i glucosinolati contenuti in broccoli e cavoli, possono essere trattenuti se si consuma anche l’acqua di cottura o se questa è assorbita dall’alimento in cottura.

I carotenoidi come in molti altri metodi di cottura vengono resi maggiormente disponibili alla digestione da parte dell’organismo.

Pro e Contro della cottura in pentola a pressione

  • Tempi di cottura ridotti
  • Ottimo metodo di cottura per i legumi secchi e i cereali integrali in chicco
  • Aumento biodisponibilità carotenoidi
  • Non necessario l’utilizzo di condimenti in fase di cottura
  • Non necessario l’utilizzo di sale in fase di cottura

     -   Modesta riduzione del contenuto di vitamine gruppo B e C

     -   Possibilità di bruciare i cibi se si prolungano i tempi di cottura


Il nostro sito usa i cookie per una migliore fruibilità di navigazione ed effettuare statistiche sul suo utilizzo. Se vuoi saperne di più, o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui.