Zuccheri nella dieta e peso corporeo: revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati controllati e studi di coorte

L’assunzione di zuccheri o bevande zuccherate è associata ad un aumento del peso corporeo

Te Morenga L et al, British Medical Journal (Clinical Research Edition), 2012

L’obiettivo di questa revisione è stato quello di riassumere l’evidenza sull’associazione tra assunzione di zuccheri nella dieta e peso corporeo, negli adulti e nei bambini.

A questo scopo è stata effettuata una revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati controllati e studi prospettici di coorte, utilizzando i database OVID Medline, Embase, PubMed, Cumulative Index to Nursing and Allied Health Literature, Scopus e Web of Science (fino a dicembre 2011).

Gli studi considerati riportavano l’assunzione di zuccheri totali, di una componente di zuccheri totali o di alimenti o bevande contenenti zucchero e almeno una misura di grasso corporeo. La durata minima è stata di due settimane, per gli studi randomizzati controllati, e di un anno per gli quelli di coorte. Sono stati esclusi studi per la perdita di peso o con ulteriori interventi medici o sullo stile di vita, potenzialmente confondenti. La selezione dello studio, valutazione, validità, estrazione dei dati e analisi sono state intraprese come specificato dalla Cochrane Collaboration e dal gruppo di lavoro GRADE. Per i trials, i dati sono stati raggruppati a seconda del cambiamento di peso utilizzando modelli di varianza inversa con effetti casuali. I dati degli studi di coorte, ove possibile, sono stati raccolti per stimare la dimensione dell’effetto, come probabilità (odds ratios) per il rischio di obesità o coefficienti β per il cambiamento di adiposità per unità di assunzione.

30 su 7895 trials e 38 su 9445 studi di coorte sono stati considerati idonei. Nei trials condotti su adulti con diete ad libitum (cioè senza un controllo rigoroso sull’assunzione di cibo), il ridotto apporto di zuccheri alimentari è stato associato ad una diminuzione del peso corporeo (0.80 kg, intervallo di confidenza del 95% da 0.39 a 1.21; p < 0.001) mentre l’aumento dell'assunzione di zuccheri è stato correlato ad un incremento di peso simile (0.75 kg, da 0.30 a 1.19, p = 0.001). Lo scambio isoenergetico di zuccheri nella dieta con altri carboidrati non ha mostrato alcun cambiamento nel peso corporeo (0.04 kg, da -0.04 a 0.13). Nei trials con i bambini, che includevano raccomandazioni per ridurre l’apporto di cibi e bevande zuccherate, l’aderenza dei partecipanti ai consigli dietetici è stata scarsa; questi studi non hanno mostrato alcun cambiamento generale del peso corporeo. Tuttavia, in relazione al consumo di bevande zuccherate dopo un anno di follow-up negli studi prospettici, è stato evidenziato un aumento della probabilità di essere sovrappeso o obesi di 1.55 volte (1.32-1.82) tra i gruppi con un’assunzione maggiore. Nonostante una significativa eterogeneità in una meta-analisi e potenziali bias in alcuni trials, le analisi di sensibilità, dopo che questi studi sono stati esclusi, hanno mostrato tendenze coerenti e associazioni permanenti.

In conclusione, tra le persone che seguono diete ad libitum, l’assunzione di zuccheri semplici o bevande zuccherate è un fattore determinante per il peso corporeo. Il cambiamento nel grasso corporeo, che si verifica modificando l’ingestione di zuccheri, sembra essere mediato da variazioni dell’apporto energetico, poiché lo scambio isoenergetico di zuccheri con altri carboidrati non è associato alle variazioni ponderali.

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