Il consumo di patate fritte è associato ad un’elevata mortalità

Studio di coorte longitudinale della durata di 8 anni per correlare il consumo di patate con il rischio di morte

Veronese N et al, American Journal of Clinical Nutrition, 2017

Pochi sono gli studi che correlano consumo di patate e mortalità.

Per questo motivo questa ricerca si pone l’obiettivo di indagare un’eventuale associazione tra l’elevato consumo di patate (fritte e non) ed il rischio di morte prematura in una coorte del Nord America.

In questo studio osservazionale sono stati inclusi 4440 partecipanti, provenienti dallo studio di coorte americano denominato Osteoarthritis Initiative tutti di età compresa tra i 45 e i 79 anni e seguiti nei successivi 8 anni. Le partecipanti donne sono state 2551, il 57.9% del totale, con un’età media di 61.3 ± 9.2 anni.
Il consumo di patate (fritte e non) è stato valutato tramite l’utilizzo di un questionario di frequenza alimentare denominato Block Brief 2000 in cui erano presenti categorie di consumo come ≤ 1 volta/mese, 2-3 volte/mese, 1 volta/settimana, 2 volte/settimana e ≥ 3 volte/settimana.
La mortalità è stata accertata attraverso reali casi di decesso.

L’associazione tra consumo di patate e mortalità è stata valutata attraverso l’analisi statistica basata su un modello di regressione proporzionale del rischio, stimando il tasso di rischio con un intervallo di confidenza del 95%, sempre tenendo in considerazione gli aggiustamenti per i potenziali fattori confondenti.

Durante gli 8 anni di follow up morirono 236 partecipanti. Dopo l’aggiustamento statistico per ben 14 potenziali fattori confondenti è stato preso come gruppo di riferimento quello a minor consumo di patate e confrontato con tutti gli altri che avevano un consumo maggiore. I risultati non mostrarono, complessivamente, un aumento del rischio di mortalità (Hazard Ratio, HR: 1.11; 95% CI: 0.65, 1.91).

Tuttavia, l’analisi dei sottogruppi in cui i partecipanti avevano un consumo di patate fritte di 2-3 volte/settimana (HR: 1.95; 95% CI: 1.11, 3.41) oppure ≥ 3 volte/settimana (HR: 2.26; 95% CI: 1.15, 4.47) ha mostrato un aumento del rischio di mortalità.

Il consumo di patate che non siano fritte non è stato, invece, associato ad un aumento del rischio di mortalità.

In conclusione, questo studio dimostra che il frequente consumo di patate fritte sembra essere associato ad un aumentato rischio di mortalità. Per confermare se complessivamente il consumo di patate sia effettivamente associato ad una maggiore probabilità di decesso, dovrebbero essere condotti ulteriori ricerche su un numero superiore di individui.

Questo studio è stato registrato presso: clinicaltrials.gov e identificato come: NCT00080171.

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