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Esercizio fisico, alimentazione e gestione del peso durante i trattamenti oncologici: le nuove linee guida della Società Americana di Oncologia Medica (American Society of Clinical Oncology - ASCO)

Le ultime linee guida della Società Americana di Oncologia Medica, pubblicate nel 2022 sull’autorevole rivista medica Journal of Clinical Oncology, confermano che l’attività fisica può rappresentare un importante supporto durante le terapie oncologiche.

Jennifer AL et al, J Clin Oncol, 2022

Esercizio fisico, alimentazione e gestione del peso durante i trattamenti oncologici: le nuove linee guida della Società Americana di Oncologia Medica (American Society of Clinical Oncology - ASCO)

Sovrappeso, obesità, sedentarietà e diete di bassa qualità sono tutti fattori in grado di aumentare il rischio di sviluppare circa una dozzina di tumori. Inoltre, una volta insorta la malattia, questi elementi contribuiscono a peggiorarne la prognosi, in particolare nel caso di cancro al seno, colon e prostata, in fase iniziale.

Oltre a quelle per la prevenzione dei tumori, sono state redatte linee guida, relative ad attività fisica, dieta e controllo del peso corporeo, anche per chi ha già ricevuto una diagnosi di cancro (WCRF, The American Cancer Society, American College of Sports Medicine (ACSM) Roundtable Report).

Tuttavia, raccomandazioni sullo stile di vita per gli adulti che si stanno sottoponendo a trattamenti oncologici non erano ancora state stilate, complice anche la scarsità di studi randomizzati controllati* al riguardo. Questa fase è, però, particolarmente delicata perché spesso le terapie comportano problematiche fisiche, cardiorespiratorie, cambiamenti nella composizione corporea, affaticamento e neuropatie. Senza contare che tali effetti collaterali, oltre a diminuire la qualità della vita dei pazienti, predispongono all’insorgenza di comorbidità come diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Sebbene ci siano pochi studi randomizzati controllati che abbiano testato, durante le terapie, l’impatto di perdita di peso, attività fisica e alimentazione sulla ricorrenza del tumore e/o l’aspettativa di vita dei pazienti, ve ne sono però centinaia che hanno dimostrato come questi comportamenti possano avere altri effetti positivi, come per esempio migliorare la qualità della vita e contrastare gli effetti avversi dei trattamenti oncologici.

L’obiettivo delle linee guida dell’ASCO (redatte da un gruppo di esperti multidisciplinare, dopo una grossa revisione sistematica della letteratura, che ha considerato solo dati provenienti da studi randomizzati controllati) è quello di fornire agli oncologi delle indicazioni/raccomandazioni, basate sull’evidenza scientifica, con cui guidare i pazienti adulti, sottoposti a trattamento oncologico attivo, verso uno stile di vita che preveda attività fisica, una dieta corretta e un’adeguata gestione del peso corporeo, al fine di ottimizzarne la tolleranze alle terapie e migliorarne la qualità di vita.

Le raccomandazioni principali, stabilite a seguito della revisione sistematica, sono le seguenti.

Raccomandazione 1

  • I clinici dovrebbero raccomandare esercizi aerobici e di resistenza ai pazienti sottoposti a trattamento oncologico attivo, con intento curativo, per mitigare gli effetti avversi delle terapie.
  • I medici potrebbero anche suggerire l’esercizio fisico preoperatorio per coloro che devono sottoporsi ad un intervento chirurgico per cancro ai polmoni, in modo da ridurre l’ospedalizzazione e le complicanze postoperatorie.

Raccomandazione 2

  • Non ci sono prove sufficienti per supportare raccomandazioni a favore o contro il consumo di cibi funzionali e/o l’impiego di diete particolari, come le chetogeniche (o a basso apporto di carboidrati), quelle povere di grassi e il digiuno, al fine di migliorare la qualità della vita, mitigare gli effetti collaterali delle terapie o controllare la progressione della malattia.
  • Le diete neutropeniche (che escludono frutta e verdura crude, per diminuire la carica microbica del pasto) non sono raccomandate per prevenire il rischio di infezione nei pazienti che si stanno sottoponendo a trattamenti oncologici attivi.

Raccomandazione 3

  • Non esistono prove a favore o contro gli interventi incentrati sulla perdita di peso o sulla prevenzione dell’aumento di peso durante la terapia attiva del cancro, al fine di migliorare la qualità della vita, diminuire gli effetti indesiderati delle terapie e/o controllare la progressione della malattia.

Sebbene questo documento abbia, per la prima, volta espresso importanti raccomandazioni per i pazienti oncologici adulti in fase attiva di trattamento, gli autori riconoscono che sono necessari ulteriori studi per fare luce su alcuni aspetti; in particolare l’effetto dell’attività fisica sui pazienti con tumori avanzati, la dieta e la gestione degli interventi per la perdita di peso. Chiarire quest’ultimo punto potrebbe essere particolarmente cruciale, date le numerosissime evidenze, ottenute da studi osservazionali**, che suggeriscono l’esistenza di una forte correlazione tra eccesso di peso corporeo e aumentato rischio di sviluppare un tumore e di morirne.

*Gli studi randomizzati controllati (Randomised Controlled Trial - RCT) sono considerati i “gold standard”, cioè i più affidabili e accurati, per confermare un determinato dubbio clinico/diagnostico e ai quali altri studi (soprattutto se nuovi) devono rapportarsi per avere una validità diagnostica. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a due gruppi: quello sperimentale, che riceve il trattamento, e quello di controllo, che non lo riceve. Così è possibile minimizzare eventuali differenze e sbilanciamenti tra i gruppi, che risultano comparabili, e stabilire con maggiore sicurezza una correlazione causale tra un trattamento/esposizione e la sua efficacia/effetto sulla salute.

** Gli studi osservazionali sono caratterizzati dalla mancanza di un intervento attivo da parte dei ricercatori, che si limitano ad osservare la relazione tra un comportamento e le sue conseguenze sulla salute (per esempio, come il consumo di sodio impatti sulla pressione arteriosa).


Tutte le indicazioni/raccomandazioni descritte nel documento dell’ASCO devono essere sempre personalizzate, prescritte e dosate da un team ospedaliero integrato di clinici professionisti, che terrà conto delle condizioni fisiche di partenza, dell’effetto esercitato dalle terapie e dell’aspettativa di vita del paziente.