Associazione tra specifici grassi alimentari e mortalità totale e causa-specifica

Studio osservazionale sulla correlazione tra i diversi grassi della dieta e il rischio di mortalità totale e causa-specifica

Wang DD et al, JAMA International Medicine, 2016

Precedenti studi hanno mostrato associazioni distinte tra specifici grassi alimentari e malattie cardiovascolari. Tuttavia, le evidenze su peculiari grassi alimentari e mortalità sono limitate e incoerenti.

L’obiettivo di questo studio, condotto su due ampi studi di coorte, è stato esaminare l’associazione tra specifici grassi della dieta e mortalità totale e causa-specifica.

Sono stati esaminati 83 349 donne dal Nurses' Health Study (1 luglio 1980 - 30 giugno 2012) e 42 884 uomini dall’ Health Professionals Follow-up Study (1 febbraio 1986 - 31 gennaio 2012) che non avevano malattie cardiovascolari, cancro e diabete di tipo 1 e 2 al momento del reclutamento.

L’assunzione di grassi nella dieta è stata misurata al basale e ogni 2 o 4 anni. Informazioni sulla mortalità sono state ottenute attraverso ricerche sistematiche dei documenti anagrafici degli stati e dal National Death Index, integrato da relazioni di familiari o autorità postali.

I dati sono stati analizzati dal 18 settembre 2014 al 27 marzo 2016.

Sono state valutate sia la mortalità totale che quella causa-specifica.

Durante il follow-up, sono stati documentate 33 304 morti. Dopo aver controllato le analisi per fattori di rischio noti e sospetti, il grasso totale alimentare rispetto ai carboidrati totali è stato associato inversamente con la mortalità totale (rapporto di rischio [Hazard Ratio, HR] tra quintili estremi, 0.84; 95% CI, 0.81-0.88; p < 0.001 per tendenza).

L’HR di mortalità totale per i quintili estremi di grassi alimentari specifici è stato 1.08 (95% CI, 1.03-1.14) per i grassi saturi, 0.81 (95% CI, 0.78-0.84) per gli acidi grassi polinsaturi (PUFA), 0.89 (95% CI, 0.84-0.94) per gli acidi grassi monoinsaturi (MUFA), e 1.13 (95% CI, 1.07-1.18) per i grassi trans (p < 0.001 per tutti).

La sostituzione del 5% di energia da grassi saturi con energia equivalente ottenuta da grassi PUFA e MUFA è stata associata ad una stima della riduzione della mortalità totale del 27% (HR 0.73; 95% CI, 0.70-0.77) e del 13% (HR 0.87; 95% CI , 0.82-0.93), rispettivamente. L’HR per la mortalità totale confrontando i quintili estremi di assunzione di PUFA omega-6 è stato 0.85 (95% CI, 0.81-0.89; p < 0.001). L’assunzione di PUFA omega-6, in particolare acido linoleico, si è rivelata inversamente associata alle principali cause di mortalità, mentre l’ingestione di PUFA marino omega-3 è stata correlata ad una mortalità totale leggermente inferiore (HR per i quintili estremi, 0.96; 95% CI, 0.93 -1.00; p = 0.002 ).

In conclusione, i diversi tipi di grassi contenuti negli alimenti presentano associazioni differenti con la mortalità totale e causa-specifica. Questi risultati supportano le attuali raccomandazioni dietetiche che consigliano di sostituire i grassi saturi e i trans con quelli insaturi.

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