Dieta Mediterranea e salute cognitiva: i primi risultati ottenuti dallo studio longitudinale greco su invecchiamento e dieta

Studio prospettico longitudinale sulla relazione tra aderenza alla Dieta Mediterranea e funzione cognitiva in una coorte greca

Anastasiou CA et al, PloS One, 2017

Il modello alimentare mediterraneo si associa a una riduzione del rischio di insorgenza di diverse patologie degenerative, in particolare della compromissione della funzione cognitiva; tuttavia, le informazioni rilevanti ottenute nell’area del Mediterraneo, dove tipicamente viene adottato il prototipo della Dieta Mediterranea, sono molto limitate. Inoltre, molto spesso i punteggi dell’indice di aderenza alla Dieta Mediterranea (MeDi) non sono stati definiti utilizzando dei cut-off stabiliti a priori e ciò ha limitato la possibilità di fare un confronto tra popolazioni differenti, compromettendo la validità esterna delle associazioni. Infine, raramente sono state indagate le associazioni tra le singole componenti del MeDi (gruppi alimentari, macronutrienti) e particolari aspetti delle funzioni cognitive. Questo studio valuta l’associazione dell’aderenza ad un modello alimentare mediterraneo definito a priori e le sue componenti con la demenza e specifici aspetti della funzione cognitiva, in una coorte rappresentativa della Grecia.

I partecipanti sono stati selezionati all’interno dello studio longitudinale su invecchiamento e dieta (HELIAD) condotto in Grecia, uno studio in corso che indaga le possibili associazioni tra dieta e performance cognitiva in un campione rappresentativo della popolazione greca. La diagnosi di demenza è stata effettuata mediante una valutazione clinica e neuropsicologica completa, mentre la performance cognitiva è stata valutata sulla base di cinque domini cognitivi (memoria, linguaggio, capacità d’attenzione, funzionamento esecutivo, percezione visuo-spaziale) e un punteggio cognitivo composito. Il grado di aderenza al MeDi viene definito da un punteggio stabilito a priori (range 0-55) risultante da un questionario alimentare dettagliato.

Dei 1865 individui che hanno preso parte allo studio (età media 73 ± 6 anni, 41% maschi), 90 hanno ricevuto una diagnosi di demenza e 223 di deterioramento cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI). Ogni unità di incremento del punteggio dietetico mediterraneo (MedDietScore) è risultata associata ad una diminuzione del 10% del rischio di demenza. L’aderenza alla Dieta Mediterranea determina anche una migliore prestazione nella memoria, nel linguaggio, nella percezione visuo-spaziale e nel punteggio cognitivo composito; le associazioni che risultano più forti riguardano le prestazioni legate alla memoria. Si evidenzia una relazione negativa tra consumo di pesce e demenza, mentre la performance cognitiva è associata positivamente al consumo di cereali non raffinati.

Da questi risultati si può concludere che l’aderenza alla Dieta Mediterranea si associa ad una migliore performance cognitiva e ad un ridotto tasso di demenza della popolazione anziana greca. Pertanto, la Dieta Mediterranea nella sua forma di prototipo costruito a priori, può risultare in benefici cognitivi nelle tradizionali popolazioni mediterranee.

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