Consumo di cibi piccanti e mortalità totale e per cause specifiche: studio di coorte

Studio prospettico osservazionale sulla relazione tra consumo di cibi piccanti e mortalità in una coorte cinese

Lv J et al, BMJ, 2015

Obiettivo dello studio è indagare l’associazione tra il consumo regolare di cibi piccanti e la mortalità totale e per cause specifiche.

I partecipanti della coorte del China Kadoorie Biobank, provenienti da 10 diverse aree geografiche della Cina, sono stati arruolati tra il 2004 e il 2008. Il numero di partecipanti al reclutamento, esclusi soggetti con diagnosi di tumore, malattie cardiache e ictus risultò essere di 199 293 uomini e 288 082 donne di età compresa tra i 30 e i 79 anni. 

La frequenza di consumo di cibi piccanti è stata comunicata dai partecipanti una sola volta all’inizio dello studio. Tra il 2004 e il 2013, in un periodo medio di 7.2 anni di follow-up, sono stati riscontrati 11 820 decessi tra gli uomini e 8404 decessi tra le donne. I tassi di mortalità assoluta, in base alle categorie di consumo di cibi piccanti, sono risultati 6.1, 4.4, 4.3 e 5.8 decessi ogni 1000 persone per anno in chi aveva mangiato cibi piccanti, rispettivamente, meno di una volta a settimana,  da 1 a 2, da 3 a 5 e da 6 a 7 giorni a settimana. Per il consumo di cibo piccante si evidenzia una forte associazione inversa con la mortalità totale, sia negli uomini che nelle donne, e dopo aggiustamenti per fattori di rischio noti o potenziali. Nell’intera coorte i rischi di mortalità risultano rispettivamente pari a 0.90 (95% intervallo di confidenza da 0.84 a 0.96), 0.86 (da 0.80 a 0.92), e 0.86 (da 0.82 a 0.90) per coloro che consumavano cibi piccanti da 1 a 2, da 3 a 5, e da 6 a 7 giorni a settimana, rispetto alla categoria che li mangiava meno di una volta a settimana.

Rispetto a coloro che consumavano cibi piccanti meno di 1 volta a settimana, in chi assumeva cibi piccanti 6-7 giorni a settimana è stata osservata una riduzione del rischio relativo di mortalità del 14%. L’associazione inversa tra il consumo di cibo piccante e la mortalità totale risultava più forte nei soggetti che non bevevano alcolici rispetto a chi lo faceva (p = 0.033). Sono state osservate associazioni inverse anche per la mortalità per cancro, ischemia cardiaca e patologie respiratorie.

In conclusione, in questo ampio studio prospettico, il consumo abituale di cibo piccante è risultato inversamente associato alla mortalità totale e specifica per alcune patologie, indipendentemente da altri fattori di rischio di mortalità.

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