Consumo di alcol nel corso della vita e rischio di mortalità totale e per cause specifiche nello studio prospettico europeo su cancro e nutrizione (EPIC)

Studio osservazionale prospettico sulla relazione tra consumo di alcol e rischio di mortalità per diverse cause in una ampia coorte europea

Ferrari P et al, BMJ Open, 2014

Questo studio ha l’obiettivo di far luce sul ruolo dei fattori che modulano l’associazione tra alcol e rischio di mortalità sia totale che per cause specifiche all’interno di una coorte dell’EPIC (studio prospettico europeo su cancro e nutrizione condotto in 23 centri di ricerca di 10 Paesi europei) e di fornire delle stime del rischio assoluto di mortalità.

380 395 individui che fino al momento del reclutamento non avevano ricevuto una diagnosi di tumore, diabete, infarto o ictus sono stati seguiti per un periodo medio di 12.6 anni. Durante il periodo di studio sono stati registrati 20 453 decessi di cui 2053 per tumori correlati al consumo di alcol (ARC), inclusi tumori del tratto aero-digestivo superiore, del fegato, del colon-retto e tumori femminili della mammella, 4187 per patologie cardiovascolari/patologie coronariche (CVD/CHD), 856 morti violente e da ferite. Al momento del reclutamento è stato stimato il consumo di alcol nel corso della vita dei partecipanti.

Il rischio (Hazard Ratio, HR) di mortalità dei grandi consumatori di bevande alcoliche (≥ 30 g /die d’alcol nelle donne e ≥ 60 g /die negli uomini) confrontato con quello dei moderati consumatori (0.1-4.9 g /die) è risultato 1.27 (IC 95% 1.13-1.43) nelle donne e 1.53 (1.39-1.68) negli uomini. Sono emerse forti associazioni tra assunzione d’alcol e rischio di mortalità per tumori correlati al consumo di alcol, soprattutto negli uomini e, soltanto in questi ultimi, al rischio di mortalità per eventi violenti e per ferite. Tra i consumatori d’alcol non sono state osservate associazioni con la mortalità per CVD/CHD, per cui gli HRs dei non consumatori confrontati con quelli dei consumatori moderati sono risultati più alti. Soprattutto negli uomini il rischio di mortalità  è risultato strettamente correlato al consumo di birra, più che al consumo di vino.

Il rischio di mortalità a 10 anni nelle donne di 60 anni che assumevano più di 30 g/giorno d’alcol era del 5% se non fumatrici, del 7% se fumatrici. I dati corrispondenti dei grandi consumatori di bevande alcoliche di sesso maschile (uomini che assumevano più di 60 g/giorno d’alcol) erano dell'11% e del18% rispettivamente nei non fumatori e nei fumatori.

Dall’analisi dei rischi concorrenti è emerso negli uomini un rischio di mortalità per CVD/CHD più marcato rispetto a quello per tumori ARC, mentre nelle donne sono risultati simili.

In conclusione, in questa grande coorte europea il consumo di alcol è risultato associato positivamente al rischio di mortalità totale, alla mortalità per tumori correlati al consumo di alcol, alle morti violente e per ferite, ma solo marginalmente alla mortalità per CVD/CHD. I rischi assoluti di mortalità osservati nello studio EPIC hanno messo in evidenza il ruolo dell’alcol come importante determinante della mortalità.

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