Adiposità generale e addominale e rischio di morte in Europa

Studio dell’associazione tra IMC, circonferenza vita, rapporto vita-fianchi e mortalità in un’ampia coorte europea

Pischon T et al, The New England Journal of Medicine, 2008

Per valutare l’associazione tra adiposità e rischio di morte, studi precedenti si sono basati prevalentemente sull’indice di massa corporea (IMC: peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza in metri), ma pochi hanno esaminato se la distribuzione del grasso corporeo contribuisse alla previsione di tale rischio.

A questo scopo è stata esaminata l’associazione tra IMC, circonferenza vita, rapporto vita-fianchi e rischio di morte tra 359 387 soggetti provenienti da 9 paesi della coorte EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition).  

È stata impiegata un’analisi di regressione Cox, con l’età come variabile temporale, e i modelli sono stati stratificati a seconda del centro dove è stato effettuato lo studio e dell’età al momento del reclutamento, con ulteriore aggiustamento delle analisi per livello di istruzione, fumo, alcol, attività fisica e altezza.

Durante un follow-up medio di 9.7 anni, sono state registrate 14 723 morti. Il più basso rischio di morte in relazione all’IMC è stato osservato per un IMC di 25.3 per gli uomini e 24.3 per le donne. Dopo aver aggiustato le analisi per l’IMC, sia la circonferenza vita che il rapporto vita-fianchi si sono rivelati fortemente associati con il rischio di morte. Il rischio relativo per uomini e donne, nel quintile più alto di circonferenza della vita, è stato 2.05 (95% Intervallo di Confidenza [CI], 1.80 - 2.33) e 1.78 (95% CI, 1.56 - 2.04), rispettivamente, e nel quintile più alto del rapporto vita-fianchi 1.68 (95% CI, 1.53 - 1.84) e 1.51 (95% CI, 1.37 - 1.66), rispettivamente. L’IMC è rimasto significativamente associato con il rischio di morte nei modelli che includevano la circonferenza vita o il rapporto vita-fianchi (p < 0.001).

In conclusione, questi dati suggeriscono che sia l’adiposità generale che quella addominale siano associate con il rischio di morte e raccomandano quindi l’impiego della circonferenza vita o del rapporto vita-fianchi, in aggiunta all’IMC, nella valutazione del rischio di morte.

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