Quali sono le ultime evidenze su nutrizione e oncologia?

Data 05 ottobre
2020
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Mantenersi in normo peso e fisicamente attivi rappresentano le principali indicazioni per ridurre il rischio di malattie oncologiche. Gli esperti del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro hanno raccolto le ultime evidenze in ambito di nutrizione e sviluppo di patologie tumorali e stilato le dieci raccomandazioni per la prevenzione delle malattie oncologiche.

Quali sono le ultime evidenze su nutrizione e oncologia?

Le evidenze scientifiche ad oggi disponibili ci confermano l’ipotesi che la nostra salute può dipendere moltissimo dallo stile vita, ovvero dalle scelte individuali che ogni giorno si compiono.

I ricercatori, infatti, da più di 50 anni indagano i cosiddetti fattori di rischio modificabili che possono aumentare o una ridurre la probabilità di sviluppare una malattia (fumo, alcol, alimentazione, attività fisica).

Non è un lavoro facile, soprattutto per le numerose variabili da tenere in considerazione. Inoltre, accanto alle scelte individuali ci sono altri fattori, detti non modificabili, che non dipendono dal singolo individuo (come l’età, il sesso, l’etnia ecc.) e che influiscono sul rischio di sviluppare o meno una malattia.

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro recentemente ha pubblicato il terzo report su dieta, nutrizione, attività fisica e cancro, che raccoglie il lavoro di un gruppo internazionale di esperti che ha analizzato e valutato i risultati scientifici ad oggi disponibili sul tema.

L’analisi dei numerosi studi scientifici ha permesso una classificazione dei risultati, in base a numerosi criteri che riguardano la qualità degli studi, ottenendo quindi diversi gradi di evidenza: forte, limitata e improbabile.

Solo le evidenze convincenti e probabili, quelle appartenenti al grado di evidenza forte, sono state utilizzate per formulare le dieci raccomandazioni per la prevenzione delle malattie oncologiche a livello di popolazione e a livello individuale.

Le dieci raccomandazioni per la prevenzione delle malattie oncologiche

Le condizioni di sovrappeso e obesità possono aumentare la probabilità di sviluppare malattie oncologiche, pertanto è fondamentale cercare di mantenere il normopeso per l’intera durata della vita. Il metodo più diffuso per valutare il peso corporeo è il calcolo dell’indice di massa corporea e si è in normopeso quanto il valore calcolato si trova nell’intervallo tra 25 e 29.9.

Tra le principali cause alla base di queste condizioni rientrano le scorrette abitudini alimentari e la sedentarietà, comportamenti che, se protratti nel tempo, possono indurre allo squilibrio tra l’apporto e il consumo energetico.

Cos’è l’indice di massa corporea?

Qualsiasi tipo di attività fisica nella vita quotidiana può contribuire a prevenire le patologie tumorali. Praticare del movimento favorisce la condizione di normopeso e quindi indirettamente riduce il rischio di sovrappeso e obesità, che a sua volta determina una probabilità minore di sviluppare un tumore.

È sufficiente svolgere attività fisica di intensità moderata almeno 30 minuti ogni giorno, che equivale ad una camminata veloce, anche gli spostamenti al lavoro o le attività ricreative, come prendere le scale o fare giardinaggio, possono far parte di uno stile di vita attivo.

Una dieta varia, basata prevalentemente su un alto consumo di alimenti vegetali, è una delle principali indicazioni per una sana alimentazione ed è fondamentale per mantenere lo stato di salute.

Questi alimenti sono ricchi di fibra, elemento importante per la prevenzione delle malattie oncologiche, in particolare quelle del colon-retto.

Inoltre, negli alimenti vegetali, sono numerose le molecole (fitocomposti) che ogni giorno vengono identificate dai ricercatori e che hanno potenziali effetti benefici per il nostro organismo.

Un’alimentazione ricca di alimenti vegetali, infine, aiuta a mantenere in salute anche il nostro pianeta.

Gli alimenti processati sono, per la maggior parte, ad alta densità energetica e spesso hanno un basso potere saziante. La loro composizione nutrizionale è per lo più sbilanciata su grassi e zuccheri e generalmente presentano alte quantità di sale, importante fattore di rischio, non solo per le malattie oncologiche, ma anche cardiovascolari.

Limitare il consumo di questa tipologia di prodotti favorisce la condizione di normopeso e quindi contribuisce a ridurre il rischio di patologie tumorali.

Chi consuma carne, non dovrebbe superare i 500 g di carne rossa a settimana. All’interno di una dieta varia ed equilibrata, infatti, un consumo moderato di carne rossa non comporta problemi alla salute.

La carne rappresenta un’ottima fonte di proteine e di minerali, tra i più noti il ferro. Tuttavia, presenta anche quantità elevate di grassi saturi e, in quelle lavorate, di sale.

Ecco, quindi, che è bene variare gli alimenti fonte di proteine durante la settimana, scegliendo anche: legumi, pesce e uova.

L’unica bevanda che dovrebbe essere presente nelle nostre tavole è l’acqua, mentre le bevande zuccherate (bevande gassate, tè freddi, succhi di frutta ecc.) andrebbero consumate solo in rare occasioni. Essendo per definizione ricche in zuccheri, un loro consumo eccessivo può favorire le condizioni di sovrappeso e obesità e aumentare, quindi, il rischio di malattie oncologiche.

I succhi di frutta possono essere considerati sostituti della frutta?

L’alcol è una sostanza tossica per l’organismo e quindi un suo consumo eccessivo da qualsiasi bevanda aumenta il rischio di sviluppare patologie tumorali, pertanto, se proprio si vuole consumare alcol, non ci sono delle vere e proprie raccomandazioni ma esistono delle indicazioni per un consumo moderato.

Per le donne il consiglio è quello di non superare 1 unità alcolica al giorno, mentre per gli uomini le quantità salgono a 2. Un’unità alcolica, pari a circa 12 grammi di etanolo, corrisponde a un bicchiere di: birra da 330 ml, oppure di vino da 125 ml, o da aperitivo da 80 ml o ancora di superalcolico da 40 ml.

Per la prevenzione oncologica, ad oggi, non ci sono prove che l’uso di integratori favorisca la riduzione del rischio. Una dieta varia ed equilibrata è in grado di soddisfare tutti i fabbisogni del nostro organismo e mantenere lo stato di salute, a meno che non ci siano delle condizioni fisiologiche alterate. In tal caso, previa indicazione del proprio medico, può risultare necessario l’uso di integratori.

L’allattamento, oltre a fornire al bambino tutti i nutrienti di cui necessita per crescere fino ai sei mesi di vita, risulta essere protettivo per la madre dall’insorgenza di tumore al seno a tutte le età. Alcune evidenze, ancora limitate, mostrano un ruolo anche nella prevenzione del tumore dell’ovaio.

Inoltre, l’allattamento al seno aiuta a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, riducendo le condizioni di sovrappeso e obesità e quindi, indirettamente, il rischio di tumore.

Una dieta sana, basata prevalentemente su alimenti di origine vegetale, e uno stile di vita attivo favoriscono un migliore recupero dello stato di salute. Seguire, quindi, le raccomandazioni per la prevenzione oncologica anche per chi ha già avuto un caso di tumore può aiutare a migliorare la qualità della vita durante i diversi stadi della malattia, a ridurre il rischio di una recidiva in chi ha superato una diagnosi di tumore e a limitare gli effetti avversi delle terapie.

Il grande lavoro, su cui individualmente ci si può concentrare per ridurre il rischio di sviluppare la malattia, è quindi quello di seguire una sana alimentazione e di mantenersi fisicamente attivi.

Da non dimenticare altri due importanti comportamenti salutari, quello di evitare il fumo di sigaretta e di proteggersi dai raggi solari.

In generale, porre attenzione al proprio stile di vita è una delle più importati forme di difesa che abbiamo per prevenire le malattie croniche degenerative, tra cui i tumori.

Scarica le dieci raccomandazioni tradotte e rielaborate dal team Smartfood

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