Lo zucchero è un veleno?

I principali problemi di salute legati allo zucchero sono  dovuti soprattutto al suo largo consumo. È proprio il suo abuso, infatti, a causare danni all’organismo. Grazie a scelte oculate possiamo tenere basso il rischio di patologie correlate alla sua assunzione spropositata, senza per forza bandirlo dalla dieta.

MITO: Lo zucchero bianco è un veleno

L’idea sempre più diffusa è che lo zucchero sia di per sé un veleno, soprattutto se raffinato. Secondo tale visione bisogna escludere lo zucchero dalla dieta e preferire lo zucchero grezzo, in quanto meno dannoso perché non sottoposto a trattamenti industriali che fanno perdere il contenuto di sostanze benefiche, come i sali minerali. In realtà, il problema è legato alla quantità. Obesità, diabete e patologie correlate derivano prevalentemente dal fatto che di questa sostanza se ne fa ampio abuso. E sono proprio i chili di troppo che aumentano il rischio di patologie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche.

Inoltre, secondo un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i bambini che consumano una maggior quantità di bevande zuccherate hanno una probabilità superiore di essere sovrappeso o obesi rispetto ai bambini che le assumono occasionalmente. Quindi, i rischi non si legano al solo zucchero bianco ma anche a tutti i prodotti che lo contengono in dosi o concentrazioni elevate. Infine, vi è un'associazione anche tra il livello di assunzione di zuccheri e la carie dentale.

FATTO: È la dose che fa il veleno

Il saccarosio, presente nel comune zucchero da tavola, è una sostanza che di per sé non causa danni alla salute dell’uomo. Sia lo zucchero grezzo che quello bianco raffinato hanno gli stessi svantaggi se assunti in eccesso. Il processo di raffinazione è un processo industriale che avviene attraverso l’utilizzo di sostanze che non sono presenti nel prodotto finito, poiché completamente rimosse. È, dunque, la dose di consumo che ne determina gli effetti dannosi.

Allo stesso tempo, lo zucchero aggiunto, bianco o grezzo che sia, non serve per il nostro bilancio energetico, per il quale sono sufficienti gli zuccheri naturalmente contenuti nella frutta, negli yogurt al naturale, nel latte. La Società Italiana di Nutrizione Umana ha stabilito che il nostro apporto calorico giornaliero di zuccheri non dovrebbe superare il 15%. Pertanto, se consideriamo un fabbisogno calorico medio di 2000 chilocalorie quotidiane, con un consumo di frutta adeguato, possiamo disporre giornalmente di un bonus energetico residuo pari a 10-15 grammi, l’equivalente di 2-3 cucchiaini rasi. Se pensiamo che una lattina di tè freddo o di una bevanda gassata contengono in media da 30 a 40 grammi di zucchero, l’equivalente di 6-8 cucchiaini, bevendone una sola abbiamo già ampiamente sforato, per quella giornata, la nostra dose consentita. Inoltre, lo zucchero non è presente solo in queste bevande e negli alimenti dolci confezionati (torte, biscotti, cereali per la prima colazione, gelati e caramelle), può essere nascosto anche in prodotti salati confezionati (sughi, zuppe pronte e pane in cassetta). Oltre a ridurre le nostre aggiunte, è necessario saper subito riconoscere sullo scaffale questi prodotti e limitarne quanto più il consumo.

Il nostro sito usa i cookie per una migliore fruibilità di navigazione ed effettuare statistiche sul suo utilizzo. Se vuoi saperne di più, o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui.