Il vino rosso fa bene alla circolazione?

Il vino rosso contiene una piccola percentuale di sostanze a cui sono attribuite delle proprietà benefiche per la salute cardiovascolare, ma anche etanolo, un composto tossico per l’organismo e che apporta calorie. Se assunto in eccesso accresce il nostro rischio di ammalarci.

MITO: Il vino rosso fa buon sangue

Un proverbio recita proprio così, facendo intendere che il vino rosso faccia bene alla circolazione. Sembra, però, un po’ azzardato dire che sia salutare. Infatti, sebbene un consumo moderato di vino possa avere un lieve effetto protettivo per la salute cardiovascolare, ad oggi non esiste alcuna raccomandazione che ne promuova il consumo. Anzi, le linee guida nazionali ed internazionali sono tutte concordi nel suggerire di limitare l’assunzione del vino e, in generale, di tutte le bevande alcoliche. Bambini, adolescenti, donne in gravidanza e in allattamento dovrebbero addirittura astenersi dal loro consumo.

FATTO: Bisogna moderare il consumo di vino e alcolici

Secondo alcuni studi il consumo di piccoli quantitativi di vino rosso potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari grazie alla presenza di polifenoli, come il resveratrolo, un non flavonoide della classe degli stilbeni.

Sono disponibili evidenze riguardo agli effetti protettivi derivanti dal consumo di alimenti ricchi di polifenoli e in particolare, di stilbeni, nel ridurre la mortalità dei soggetti ad alto rischio d’insorgenza di patologie cardiovascolari. Il vino rosso, infatti, non è l’unica fonte alimentare di resveratrolo, ma è contenuto anche in mirtilli blu e rossi, ribes, uva nera e fragola.

Lo stesso non si può, invece, affermare per quanto riguarda il ruolo dell’alcol nella prevenzione oncologica. Infatti, il vino e tutte le bevande alcoliche sono accomunate dalla presenza di etanolo, una sostanza tossica per il nostro organismo, il cui eccesso accresce il rischio di tumori. Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro dichiara convincenti le evidenze che correlano il consumo di bevande alcoliche con un aumentato rischio d’insorgenza di tumore alla mammella post-menopausa, cavo orale, faringe, laringe, esofago, fegato, colon-retto e, inoltre, classifica l’alcol come probabile fattore di rischio per il tumore allo stomaco e per quello alla mammella prima della menopausa. Il WCRF raccomanda alle donne di consumare non più di un’unità alcolica al giorno e non oltre le due unità agli uomini. Un’unità alcolica contiene circa 10-15 grammi di etanolo e corrisponde ad un bicchiere di vino da 125 ml oppure a una birra da 33 cl o ad un bicchiere di superalcolico da 40 ml. I polifenoli sono presenti in abbondanza anche nell’uva, in particolare in quella nera, dove troviamo anche le antocianine, molecole implicate nella protezione cardiovascolare e che sembrano capaci di influenzare i geni dell’invecchiamento e della longevità. Oltre all’uva nera colorano di blu-viola molti altri alimenti di origine vegetale, quali melanzane, prugne nere, frutti di bosco, ciliegie, arance rosse, radicchio, cavolo cappuccio rosso. Meglio non scartare bucce e semi: rappresentano le parti più ricche!

Una dieta ricca di alimenti vegetali e quanto più varia rappresenta il modo migliore per far il pieno di questi e altri composti capaci di far da scudo a diverse malattie croniche.

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