Il calcare fa venire i calcoli renali?

L’acqua è il costituente principale dell’organismo ed è molto ricca di sali minerali. Si pensa spesso che il calcare contenuto al suo interno possa essere dannoso per il nostro organismo. Sono, invece, chiari e innumerevoli i vantaggi derivanti dal suo adeguato introito giornaliero.

MITO: Il calcare è causa di calcoli renali

L’idea diffusa è che il calcare presente nell’acqua che noi beviamo possa essere causa di calcoli renali. In realtà, sebbene rovini gli elettrodomestici, il calcare non procura danni al nostro organismo. Al contrario, tutte le indicazioni finalizzate alla promozione della salute sono concordi nell’affermare che è fondamentale mantenere ogni giorno e in qualunque circostanza uno stato d’idratazione ottimale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, anzi, sottolinea come l’acqua rappresenti una buona fonte di calcio e magnesio, mentre nelle linee guida per una sana alimentazione italiana viene chiarito che l’acqua calcarea non è causa di calcoli renali. I calcoli renali possono, invece, essere costituiti da ossalati di calcio che, precipitando nei tubuli renali, causano danno renale. Ai soggetti predisposti alla calcolosi si consiglia di bere acqua in abbondanza ed è stato dimostrato che anche le acque ricche di calcio possono essere protettive.

FATTO: L’acqua calcarea è ricca di calcio e apporta dei vantaggi al nostro organismo

Il calcare, cioè il carbonato di calcio, è altamente biodisponibile, quindi il nostro organismo è in grado di assorbirlo in maniera efficiente ed utilizzarlo per diverse funzioni biologiche, oltre che stoccarlo nelle ossa migliorandone la struttura. Il calcio è implicato anche in altre importanti funzioni biologiche, quali la regolazione della contrattilità muscolare, compresa quella del muscolo cardiaco, la trasmissione nervosa, la regolazione della pressione arteriosa, la funzione ormonale e la coagulazione del sangue. Il fabbisogno giornaliero di calcio nell’adulto è di 1 grammo e aumenta durante l’accrescimento, la gravidanza e dopo la menopausa. Come ben noto, la carenza di calcio è un fattore di rischio per l’osteoporosi. Noi otteniamo una buona quota di calcio proprio attraverso il consumo d’acqua. Per dare un’idea, ci sono acque che contengono fino a 300 milligrammi di calcio per litro e, pertanto, bevendone 1,5-2 litri al giorno si riesce a far fronte a metà del fabbisogno giornaliero di questo minerale. L’equilibrio idrico va mantenuto sia bevendo acqua imbottigliata che quella del rubinetto, entrambe sicure e controllate. Sono in molti a provare diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto e a ricorrere al consumo di acqua in bottiglia, scelta sicuramente meno sostenibile, motivata dal fatto che, magari, presenti uno sgradevole odore di cloro e che non sia sicura. In realtà, la scarsissima quantità di cloro presente nell’acqua del rubinetto, non ha alcun effetto negativo sulla salute e basterebbe solo lasciarla decantare in una caraffa per qualche minuto per eliminare questo spiacevole inconveniente.

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