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Condimenti

Rosmarino

Condimenti

L’acido rosmarinico presente nel rosmarino si scioglie bene nell’olio extravergine d’oliva permettendo di aromatizzare numerosi piatti e di ridurre l’uso di sale.

Rosmarino

Valori nutrizionali per 100 g di parte edibile

 

Fresco

Secco

Parte edibile (%)

100

100

Energia (kcal):

111

366

Acqua (g):

73,6

9,3

Proteine (g):

1,4

4,9

Lipidi(g):

4,4

15,2

Carboidrati disponibili (g):

13,5

46,4

Zuccheri solubili (g):

13,5

46,4

Fibra totale (g):

7,7

17,7

Potassio (mg):

280

950

Ferro (mg):

8,5

29,3

Calcio (mg):

370

1280

Fosforo (mg):

20

70

Vitamina C (mg):

29

0

Vitamina A retinolo eq. (µg):

92

313

Vitamina E ATE (mg):

1,50

9,15

L’etimologia della pianta del rosmarino (Rosmarinus officinalis) fornisce da sola alcune informazioni di quest’erba aromatica. Dal latino, Ros marinus significa rugiada marina, ricorda l’habitat migliore per la crescita di questa pianta ossia i litorali marini, mentre officinalis richiama l’uso nel passato in campo farmaceutico. Come spesso è accaduto, le erbe aromatiche sono state introdotte nelle ricette culinarie attraverso la via della medicina. Alcuni testi storici narrano un suo uso fin dai tempi dei romani.

Le foglie del rosmarino sono piccole e a forma di lancia, di colore verde-grigio nella parte inferiore e nella parte superiore quasi argentata.

Fonte di micronutrienti, il rosmarino è utilizzato soprattutto per aromatizzare l’olio extravergine d’oliva. L’acido rosmarinico si disperde facilmente nelle sostanze grasse ed è il responsabile del profumo tipico del rosmarino.

Durante il processo di essiccamento l’acqua si riduce, ne consegue la concentrazione dei micronutrienti. Pertanto il consumo di rosmarino secco, a parità di peso, può contribuire maggiormente a coprirne il fabbisogno giornaliero rispetto a quello fresco. Ad esempio due cucchiai rasi di rosmarino secco contengono 128 milligrammi di calcio, minerale che svolge un ruolo fondamentale per la salute delle ossa.

In cucina inoltre può sostituire l’uso di sale. Ridurre il consumo di sale favorisce un minore rischio di patologie croniche, come malattie cardiovascolari e tumori. Le raccomandazioni indicano di non superare i 5 grammi al giorno, in Italia il consumo è ben superiore. Oltre a prediligere alimenti poveri di sale, la sostituzione con erbe aromatiche è un’ottima strategia per far educare il palato a cibi meno salati.


Suggerimento

I rametti di rosmarino, oltre ad aromatizzare gli oli, possono insaporire zuppe, brodi e minestre.

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