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Verdure e ortaggi

Ravanelli

Verdure e ortaggi

Sgranocchiati prima del pasto in pinzimonio, al posto del pezzetto di formaggio, possono placare il senso di fame senza apportare calorie in eccesso.

Ravanelli

Valori nutrizionali per 100 g di parte edibile

Parte edibile (%)

99

Energia (kcal):

13

Acqua (g):

95,6

Proteine (g):

0,8

Lipidi (g):

0,1

Carboidrati disponibili (g):

1,8

Zuccheri solubili (g):

1,8

Fibra totale (g):

1,3

Potassio (mg):

240

Ferro (mg):

0,9

Magnesio (mg):

10

Vit. C (mg):

18

Folati tot. (µg):

38

Il ravanello è la radice della pianta denominata Raphanus sativus, appartenente alla famiglia delle Brassicacee, la stessa di cavoli e broccoli. La pianta è nota fin dai tempi antichi in Giappone e Cina, luoghi dove ancora oggi si ritrovano il maggior numero di varietà. Ed è proprio dal Giappone che proviene una di queste, molto di moda negli ultimi anni: il daikon. Si tratta di una tipologia di Raphanus sativus dalla forma allungata e di colore bianco con un sapore deciso e piccante.

Tornando ai classici ravanelli, la radice si presenta tondeggiante o allungata e di colore rosso più o meno intenso con la punta che può assumere una colorazione bianca. Sono considerati di stagione da aprile a settembre.

Composti principalmente da acqua, contengono pochissime calorie e presentano un buon contenuto di fibra. Queste caratteristiche li rendono ottimi per essere consumati come uno snack pomeridiano o sgranocchiati prima del pasto in pinzimonio. Questi piccoli ortaggi nascondono un patrimonio di micronutrienti, spiccano potassio e magnesio tra i minerali, vitamina C e folati tra le vitamine.

Il consumo dei ravanelli, e delle crucifere in generale, è associato ad una protezione nei confronti di diverse forme tumorali. Il motivo è riconducibile a dei componenti bioattivi contenuti in questi vegetali; tra i più studiati ci sono i glucosinolati. Questi composti hanno la funzione nella pianta di proteggerla contro le malattie fungine e le infestazioni da parassiti. Nell’uomo non sono direttamente queste molecole ad operare gli effetti positivi, ma dei loro prodotti di derivazione chiamati isotiocianati. La conversione avviene ad opera di un enzima, la mirosinasi, che normalmente è compartimentato in strutture cellulari della pianta. Grazie alla masticazione o al taglio del vegetale, l’enzima mirosinasi può incontrare i glucosinolati e trasformarli in isotiocianati.


Suggerimento

Il metodo migliore di consumare i ravanelli è sicuramente crudi in insalata o al naturale.

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