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Cereali, derivati e tuberi

Pasta

Cereali, derivati e tuberi

La pasta è fonte di carboidrati. Se integrale, cotta al dente e condita con un sugo a base di verdure presenta un minor incremento della glicemia a seguito del suo consumo.

Pasta

Valori nutrizionali per 100 g di parte edibile

 

Di semola

Di semola

integrale

All’uovo

fresca

Parte edibile (%)

100

100

100

Energia (kcal):

356

347

315

Proteine (g):

10,8

13,4

11,8

Lipidi(g):

0,3

2,5

2,8

Carboidrati disponibili (g):

82,8

66,2

63,2

Fibra totale (g):

2,6

11,5

2,9

Potassio (mg):

160

390

140

Ferro (mg):

1,3

3,9

1,2

Calcio (mg):

17

31

24

Fosforo (mg):

165

330

169

Zinco (mg):

1,50

3

0,74

Vit. B1 Tiamina (mg):

0,14

0,99

0,22

Folati tot. (µg):

34

40

27

Niacina (mg):

2

6,20

1

La pasta è sicuramente l’alimento che identifica il nostro paese in tutto il mondo. L’Italia oltre ad essere il primo paese produttore ne è anche quello in cui il consumo è più alto, inteso come kg pro capite. Dalla pasta secca alla pasta fresca sono numerosi i diversi formati che si possono trovare al supermercato. Il minimo comune denominatore delle numerose tipologie di pasta secca è la ricetta, gli ingredienti sono solo due: semola e acqua. Mentre nella pasta fresca, generalmente la semola è sostituita con la farina di grano tenero, più facile da modellare. Inoltre in alternativa o insieme all’acqua, viene aggiunto l’uovo che rendere ancora più morbido e maneggevole l’impasto.

La pasta è fonte di carboidrati, secondariamente di proteine. La percentuale di grassi varia in funzione della tipologia. Ricca di fibra, vitamine e minerali se consumata nella versione integrale. Una porzione di pasta di semola integrale copre più di un terzo della quantità di fibra consigliata.

Rappresentando uno dei principali pasti della dieta di tutti i giorni è necessario porre alcune accortezze sia nella scelta del prodotto sia nella cottura e nella preparazione. Nei supermercati italiani intere corsie sono dedicate alla pasta e tra le tantissime tipologie sarebbe meglio prediligere la versione integrale. Il suo consumo contribuisce ad aumentare l’apporto di fibra che determina un aumento meno repentino dei livelli di glucosio nel sangue, promuovendo di conseguenza il mantenimento del corretto peso corporeo e riducendo il rischio di malattie croniche degenerative, tra cui il diabete.

Anche la tipologia e la cottura della pasta possono avere un impatto minore sull’indice glicemico. Tra i formati, gli spaghetti favoriscono un innalzamento più lento dei livelli di glicemia, ancor più se integrali. Quando al dente, l’amido presente nel pasto non viene completamente gelatinizzato e resta in parte non digeribile. Conseguentemente, l’assorbimento di glucosio a livello intestinale avverrà più lentamente.

 


Suggerimento

Come condire la pasta? L’uso di sughi a base di verdure può contribuire ulteriormente a ridurre la risposta glicemica. Da limitare invece i condimenti grassi come la panna, al contrario ben venga l’olio extravergine d’oliva.

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