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Frutta fresca

Mele

Frutta fresca

Il mix di fibra e sostanze fenoliche promuove la salute cardiovascolare. Queste sostanze si concentrano nella buccia che, quindi, non andrebbe eliminata.

Mele

Valori nutrizionali per 100 g di parte edibile

Parte edibile (%)

85

Energia (kcal):

44

Acqua (g):

85,2

Proteine (g):

0,2

Lipidi (g):

tr

Carboidrati disponibili (g):

10

Zuccheri solubili (g):

10

Fibra totale (g):

2,6

Potassio (mg):

120

Sodio (mg):

3

Magnesio (mg):

5

Vit. B6 Piridossina (mg):

0,06

Vit. C (mg):

6

La storia del genere Malus, tra mito e realtà, racconta di piante che si sono notevolmente evolute nel corso dei millenni e che oggi regalano più di 7500 varietà diverse. Secondo Vavilov, botanico russo vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900, l’eden della mela selvatica è situato tra le foreste che circondano l’Alma Ata, in Kazakhstan. Oggi i frutti del Malus domestica (famiglia Rosacee) sono tra i più consumati al mondo ed è la Cina a dominare il mercato a livello mondiale. In Europa, l’Italia è secondo solo alla Polonia in termini di quantità prodotte, con il Trentino-Alto Adige che da solo produce più della metà delle mele raccolte nel nostro paese.

La mela è in realtà un falso frutto, poiché ciò che si mangia è semplicemente il ricettacolo ingrossato mentre il vero frutto è il torsolo. L’alimento è costituito da circa l’85% di acqua, una quota di proteine e grassi quasi irrilevante e circa 10 grammi di zuccheri semplici. Una componente importante è rappresentata dalla fibra, in buona parte contenuta nella buccia che, perciò, non andrebbe eliminata ma consumata previo lavaggio con acqua corrente e asciugatura.

La tipologia di fibra maggiormente rappresentata è la pectina, in grado di sciogliersi in acqua e formare un gel, per questo motivo spesso la pectina viene impiegata nella produzione di marmellate. Questo effetto avviene anche nello stomaco e la conseguente distensione delle pareti gastriche funge da segnale di sazietà per il cervello. Altra caratteristica è la capacità di diminuire i livelli della frazione di colesterolo considerata cattiva (LDL). Infine, è in grado di risolvere i problemi di diarrea, grazie al contribuito dei microrganismi intestinali; mentre se la mela viene consumata cotta aiuta a risolvere la stipsi.

I benefici di mangiare la mela con l’involucro esterno non finiscono qua. Il frutto contiene un’enorme quantità di polifenoli che si concentrano proprio sulla buccia. Ovviamente, tipologia e proporzioni dei composti dipendono dalla varietà, ad esempio solo le mele a buccia rossa contengono antocianine, mentre molecola più ubiquitaria è la quercetina.

Il mix di queste sostanze, con il prezioso contributo della fibra, sembrerebbe essere in grado di promuovere la salute cardiovascolare. Gli effetti più consistenti sono legati alla modulazione del metabolismo dei grassi, come la riduzione del colesterolo totale. Un ruolo importante sembra essere svolto dai microrganismi intestinali che, nutrendosi delle fibre della mela, producono metaboliti che hanno un impatto positivo sulla salute del cuore.

In definitiva, si può quindi confermare il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”? Andrebbe ridimensionato: se inserita in un contesto di un’alimentazione sana ed equilibrata può contribuire a mantenersi in buona salute.

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