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Condimenti

Semi di lino

Condimenti

Un solo cucchiaio è in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di omega-3.

Semi di lino

Valori nutrizionali per 100 g di parte edibile

Parte edibile (%)

100

Energia (kcal):

447

Acqua (g):

6,1

Proteine (g):

24,5

Lipidi (g):

31

Saturi totali (g):

3

Monoinsaturi totali (g):

5,3

Polinsaturi totali (g):

21,2

Acido linolenico (g):

17,10

Carboidrati disponibili (g):

0

Fibra totale (g):

34,8

Calcio (mg):

198

Ferro (mg):

8,2

Fosforo (mg):

660

Potassio (mg):

725

Zinco (mg):

7,8

Vit. PP Niacina (mg):

1,4

Folati totali (µg):

60

Linum usitatissimum L. è il nome scientifico del lino, pianta della famiglia delle Linaceae, probabilmente originaria della zona compresa tra il Golfo Persico, il Mar Caspio e il Mar Nero, verosimilmente importata nell’Europa settentrionale dai Finni e nel resto del continente dagli Indo-europei. Le prove della coltivazione e dell’utilizzo del lino, nell’area mediterranea, risalgono ad oltre 6000 anni fa.

I piccoli semi di lino (4-9 mm), lisci e a forma di nocciolo di mela, hanno un colore che può variare, a seconda della cultivar, dal bruno scuro al giallo paglierino.

I semi di lino contengono un elevato quantitativo di fibra alimentare, proteine, minerali (calcio, potassio, fosforo, zinco e ferro), folati e acidi grassi polinsaturi. In particolare, un solo cucchiaio è in grado di superare il fabbisogno medio giornaliero di omega-3 (ALA, acido alfa-linolenico). Numerose ricerche hanno dimostrato l’efficacia di questa tipologia di acidi grassi essenziali nell’abbassare i livelli di colesterolo cattivo LDL, migliorare la sensibilità all’insulina, proteggere dalle malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

I semi di lino contengono anche importanti quantità di composti fenolici: il secoisolariciresinolo, della famiglia dei lignani, e l’acido ferulico, della famiglia degli acidi fenolici. Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che queste sostanze bioattive esercitano numerosi effetti benefici sulla nostra salute, in particolare i lignani sono dei fitoestrogeni con attività protettiva per il sistema cardiovascolare. Nelle donne in menopausa svolgono una debole attività estrogenica, mentre in quelle fertili sono in grado di regolare il livello degli estrogeni nel sangue. L’attività antiossidante dell’acido ferulico contribuisce a rafforzare l’effetto protettivo esercitato dai semi di lino nei confronti delle principali malattie croniche non trasmissibili (diabete, tumori, patologie cardiovascolari, neurodegenerative, ecc.).

Grazie alla loro ricchezza in mucillagine, una tipologia di fibra solubile, i semi di lino sono in grado di regolare la motilità intestinale svolgendo un’azione emolliente e combattendo i problemi di stipsi. Lasciando riposare per una notte un cucchiaio di semi di lino in mezzo bicchiere d’acqua, o in un vasetto di yogurt bianco naturale, si ottiene una sorta di gel che, assunto al mattino a stomaco vuoto, facilita i processi di evacuazione.

 


Suggerimento

Il modo migliore per consumarli è aggiungerli, sminuzzati crudi o tostati, ad insalate, yogurt o contorni. Così è possibile assorbire le preziose sostanze in essi contenute, che è meglio non alterare con cotture prolungate. Dai semi di lino si ottengono inoltre la farina e il pregiato olio, spremuto a freddo, che deve essere consumato a crudo.

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