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Frutta fresca

Limone

Frutta fresca

La scorza del limone, a parità di peso, ha un contenuto di vitamina C fino a tre volte superiore del succo. Aggiungerla alle pietanze contribuisce a ridurre l’uso del sale e a massimizzare l’assorbimento del ferro.

Limone

Valori nutrizionali per 100 g di parte edibile

Parte edibile (%)

64

Energia (kcal):

15

Acqua (g):

89,5

Proteine (g):

0,6

Lipidi (g):

0

Carboidrati disponibili (g):

2,3

Zuccheri solubili (g):

2,3

Fibra totale (g):

1,9

Potassio (mg):

140

Calcio (mg):

14

Vit. C (mg):

50

Il limone è il frutto dell’albero Citrus limon che fa parte della famiglia delle Rutacee. Originario dell’India e dell’Indocina, viene classificato, secondo uno studio pubblicato nel 2001, come un ibrido nato dall’incrocio tra cedro e pompelmo. L’india ne detiene ancora il primato di produzione a livello mondiale, mentre la coltivazione in Europa è molto diffusa nel bacino del mediterraneo. In Italia, la Sicilia è il principale produttore e si trova in commercio tutto l’anno.

Il frutto è composto da quasi il 90% da acqua e tra macronutrienti prevalgono i carboidrati, esclusivamente come zuccheri semplici, sebbene sia presente una piccola quota proteica. Il contenuto in fibra è buono, specie se si consuma anche la scorza.

Come in tutti gli agrumi, la vitamina C è molto rappresentata ed è presente sia nel succo di limone sia nella scorza. Questa vitamina ha la capacità di aumentare l’assorbimento del ferro negli alimenti. È quindi una pratica arguta spremere il limone o grattarne la scorza sulle pietanze di origine vegetale che contengono una buona quantità di ferro presente nella forma meno assimilabile, come verdure a foglia verde o legumi. È opportuno ricordare che per beneficiare degli effetti della vitamina C occorre tenerla lontana da fonti di calore: aggiungere il succo o la scorza sempre a fine cottura.

Altri micronutrienti non sono particolarmente rappresentativi dell’agrume, nonostante la scorza presenti dei buoni quantitativi di calcio.

Il caratteristico aroma di limone lo si deve ad una molecola, il limonene, presente soprattutto nella buccia. Questo composto rientra nella famiglia dei terpeni ed è stato oggetto di indagine da parte di alcuni studi scientifici che ne indagano un possibile ruolo nella salute.

Abituarsi a condire le pietanze con succo di limone è una pratica utile anche per ridurre l’apporto di sale, essendo un ottimo esaltatore di sapidità.

 


Curiosità

Spesso il succo è anche aggiunto a frutta o verdura per evitarne il rapido annerimento, il motivo? Il pH estremamente basso del succo di limone inattiva un gruppo di enzimi responsabili dell’annerimento di molti vegetali, le polifenolossidasi. Il correttore di acidità principe del limone è l’acido citrico, abbondantemente utilizzato dall’industria con il nome di E330, per cui niente paura quando lo si trova in etichetta.

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